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Digiuno, Longevità e Valter Longo


Ormai tutti lo conoscono: Valter Longo e il digiuno.

In realtà  il Prof. Longo non dice nulla di nuovo, il digiuno è una pratica millenaria che esiste praticamente da quando esiste l’uomo. Il vero merito dell’autore è stato quello di aver proposto queste conoscenze in un formato facilmente comprensibile ed accessibile.

In allegato troverete un’approfondita ed interessante intervista in cui Valter Longo sviscera quelli che sono i temi più caldi della moderna scienza della nutrizione. Il dibattito è indissolubilmente legato alla questione centralissima della longevità, intesa non come mero allungamento della vita, ma della qualità della vita: l’healthy-aging, l’invecchiamento come processo fisiologico ma in buona salute.

 
Secondo lo scienziato possiamo riassumere in cinque punti essenziali le corrette abitudini per vivere meglio e più a lungo:
 
1) Seguire una dieta vegana e pescetariana
2) Praticare periodicamente sotto controllo medico la dieta mima digiuno
3) Fare 300 minuti di esercizio fisico alla settimana (che sono ben 5 ore)
4) Fare due pasti al giorno più uno spuntino
5) Mangiare nell’arco delle 12 ore
 
Ricordiamo che questa è una dieta della longevità  e non strettamente una dieta per la perdita di peso (che inevitabilmente passa attraverso il duro conto delle calorie: si può benissimo ingrassare con la dieta della longevità). Si tratta in sostanza di uno stile di vita e di abitudini alimentari utili a mantenere e recuperare la salute. E’ bene non dimenticare inoltre che esistono molteplici strade per molteplici obiettivi (ad esempio la dieta della longevità  potrebbe non essere adatta per giovani sportivi) e che molte questioni sono ancora molto dibattute (ad esempio l’effetto nocivo della carne, dovuto più alla qualità della stessa che alla carne in sé, o l’effetto benefico del pesce, forse non così benefico).
 
La scienza è fatta di continue scoperte e continue smentite, il lavoro di Longo è un’ottima sintesi di alcune delle scoperte più recenti (non sue) ed è un’interessantissima lettura, basta non prenderla come il sacro vangelo (vedi anche Il Kamut e i “grani antichi”).